9 Gennaio 1900 – L’Aquila di Olimpia prende il volo.

Lo straordinario viaggio a bordo della macchina del tempo di Calcio Retrò, oggi mi porta nella nostra capitale, per la precisione in Piazza della Libertà, nel bellissimo quartiere Prati, in compagnia di un aitante sottufficiale che indossa con onore la divisa dei Bersaglieri.

Il giovane si chiama Luigi Bigiarelli, campione di podismo e leader naturale di un gruppo che lo sosteneva in tutte le gare atletiche che lo vedevano protagonista.

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Ci troviamo con Luigi sul  Ponte Margherita che congiunge piazza del Popolo a piazza della Libertà, elegante scorcio dove fa capolinea una piccola stazione filo-ferrotranviaria romana.

I suoi racconti sulle gare podistiche appena effettuate sono il cardine della nostra visita, quando ad un tratto un gruppetto di nove ragazzotti, armati di entusiasmo e fierezza conquistano la mia attenzione.

Luigi a quel punto mi presenta i suoi compagni di avventure sportive, tra cui spiccano Olindo Bitetti e Bruto Seghettini. L’idea dei giovani è quella di fondare una società sportiva per rendere grandiose le vittorie nelle discipline del podismo e del nuoto.

Luigi proprio a tal proposito comunica di aver trovato un’idea per la loro sede legale, e per ovviare le scarse disponibilità economiche dei ragazzi. L’affare consiste in una semplice lira. Proprio così con un affarone del valore di una lira la Lazio troverà casa a due passi. “Ma come faremo a tirar fuori questa lira?” domanda Olindo con tono sarcastico. “Semplice.” Risponde Luigi, con la sua proverbiale sicurezza, “La lira uscirà fuori da una autotassazione tra atleti, familiari e simpatizzanti.”

Incredibile. Ancora una volta mi trovo nel centro nevralgico della fondazione di una squadra, che grazie alla spinta di Olindo Bitetti si chiamerà Società Podistica Lazio. Nacque dunque, in quella fredda giornata di inverno romano, il nuovo club che la vedrà protagonista nelle varie competizioni atletiche della città. Indosseranno una splendida casacca bianco-celeste, scelta dal suo fondatore cardine Luigi Bigiarelli, segnato da un fortissimo ideale olimpico in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, risorte proprio 4 anni prima,  nel 1896, su impulso del barone francese Pierre de Coubertin.

Lo storico francese presentò in pubblico le sue idee nel giugno 1894 durante un congresso presso l’università della Sorbona a Parigi. Il 23 giugno, ultimo giorno del congresso, venne deciso che i primi Giochi Olimpici dell’era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove erano nati in antichità.

Per quanto riguarda lo stemma, i giovani pensarono in grande scegliendo un’aquila, animale fiero e simbolo delle legioni romane. Stemma_Lazio_1909-1912

Da quel giorno di gennaio ci furono una sequenza di ricordi e conquiste straordinarie. La corsa di Roma del 1900 fu un trionfo, ma quei podisti, animati dal sacro fuoco vincevano tanto, per le strade quanto in acqua. Le vittorie erano tutte state ottenute nelle discipline olimpiche dell’atletica leggera e nel nuoto, quando nel 1901 ci fu un avvenimento storico per la vita futura del club romano. Un giorno il giovane Bruto Seghettini, che era anche socio del Racing Club di Parigi, portò un pallone, intento ad insegnare la nuova disciplina che in Francia, ma soprattutto in Inghilterra,  stava spopolando espandendosi a macchia d’olio.

I compagni della Società Podistica furono talmente entusiasti del nuovo gioco di origine britannica, da renderlo ufficiale all’interno del club.

Il 16 Maggio 1902 la Lazio fece la sua prima partita che conquistò senza alcuna difficoltà. Giocarono quella partita con una meravigliosa casacca a scacchi bianco-azzurra impreziosita da lunghi calzoncini neri. Lazio_1902

La Lazio nelle primissime annate calcistiche della sua storia praticò l’attività sportiva solamente a carattere locale, rivelandosi come la più forte squadra di calcio della Capitale mentre a  partire dal 1912, cominciò a disputare il Campionato italiano di calcio.

Il club romano visse stagioni importanti nella prima parte degli anni dieci conquistando consecutivamente tre Campionati dell’Italia Meridionale, permettendogli di  raggiungere la finalissima del torneo nazionale in quattro occasioni, senza però mai vincerlo, perdendo prima con la Pro Vercelli nel 1913, poi con il Casale nel 1914, e con il Genoa nel 1923; la finalissima del 1915 invece non venne fatta disputare a causa dello scoppio del Primo conflitto mondiale.

Lo strapotere delle squadre del nord era sotto gli occhi di tutti, anche del regime Fascista, che intorno alla fine degli anni 20, decise di unire le forze tra le varie compagini della Capitale, per formare una squadra imbattibile capace di vincere la forza incredibile del Nord.

Grazie al decisivo intervento del Generale Giorgio Vaccaro, nel 1927 la Lazio fu l’unica società capitolina a resistere alla volontà del regime fascista di riunire tutte le squadre di Roma in un unico club, quello che sarebbe poi diventato l’A.S. Roma.

La decisione del Generale Vaccaro fu  acclamata dai sostenitori laziali che come il suo fondatore storico Luigi Bigiarelli erano completamente ossessionati dal mito greco di Olimpia, simbolo di fedeltà e onore.

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