13 Marzo 1880 – Arrivano i parastinchi…

Il 1880 sembra essere un anno di splendido fervore per il gioco del football. Oggi la nostra macchina del tempo ci accompagna a Glasgow, in Scozia, per scoprire una curiosità, che farà parte delle nostre terminologie moderne.

Eccoci arrivati nello splendido stadio di Glasgow, l’Hamilton Crescent, utilizzato da qualche anno per le partite  internazionali tra Scozia, Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. Quel 13 marzo del 1880, fu organizzata un’amichevole tra Scozia e Inghilterra, da sempre rivali, soprattutto per la conquista del trofeo istituito proprio tra le 4 squadre del Regno Unito.

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Entriamo allo stadio. La folla gremisce gli spalti, uniti da una passione folgorante per il gioco del Football. Ci troviamo i posti migliori, proprio nella tribuna centrale, per osservare meglio il gioco delle due squadre, che da qualche tempo mostravano tattiche e organizzazioni di gioco innovative. La partita comincia e la Scozia si trova subito in vantaggio, con un gol di George Ker, attaccante del Queen’s Park di Glasgow. Il match è a dir poco avvincente. L’Inghilterra mostra subito i suoi artigli arrivando subito al pareggio, ma in men che non si dica la Scozia torna in vantaggio con un altro gol di George Ker. L’attaccante è scatenato.

Alla fine della partita realizzerà una storica tripletta, diventando il primo giocatore scozzese ed il secondo giocatore della storia a segnare una tripletta in un incontro fra nazionali. Il risultato fu di 5-4 per la compagine scozzese, la folla si entusiasmò a tal punto che non smise un attimo di incitare i suoi beniamini.

Ero avvolto da quella magica atmosfera…quando ad un tratto mi faccio rapire da una curiosità. Mentre le squadre sono a centrocampo per i saluti di rito, noto che un giocatore inglese utilizza un equipaggiamento particolare. Si tratta di Samuel Weller Widdowson, centravanti e capitano del Nottingham Forest che quel giorno mostrò al mondo del Football i primi parastinchi della storia, cucendo un paio di ginocchiere da cricket, che portava fuori le calze. Il capitano del Forest, oltre ad essere un ottimo attaccante era un versatile uomo di sport, praticando anche la disciplina del cricket e dell’atletica.

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Inizialmente il concetto dei parastinchi fu ridicolizzato, ma ben presto fu preso in considerazione da altri giocatori.

Ironia della sorte, volle che il giocatore che tra l’altro depositò il brevetto dei parastinchi, terminò la sua lunghissima carriera all’età di 45 anni per una frattura alla gamba, mentre difendeva i colori dell’Heanor Town.

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