20 Marzo 1966 – Il furto della Rimet…

E’una splendida mattina di inizio primavera quella del 20 marzo 1966, a Londra.    La sala della Central Hall a Westminster, è piena di cultori e amanti della filatelia. Ma i fotografi sono tutti lì per lei, la splendida e maledetta, Coppa Rimet.

Da qualche settimana l’Inghilterra è stata scelta come sede dei mondiali di Calcio, che si terranno in estate. Il governo britannico decide così di esporre, la mitica Coppa, nella sala centrale dell’esposizione universale di francobolli sportivi.

Lo stupore dei presenti è incredibile. Tutti sono ammirati da quello splendido oggetto simbolo di vittoria e  potere. La giornata prosegue tranquilla, quando ad un tratto le sirene della Central Hall, iniziano a strillare, creando il panico tra i presenti. La Coppa Rimet è stata rubata. Ma come avranno fatto?

L’Inghilterra è in ginocchio. E’ un brutto colpo per il proseguo dell’organizzazione dell’evento. I mondiali ora sono a rischio.

Le indagini partono immediatamente, e in breve tempo si riesce ad arrivare ad uno strano personaggio, della zona portuale di Londra: Edward Bletchley.

Bletchey inviò infatti alla Lancaster Gate, sede della Football Association, una lettera anonima in cui si propose per una trattativa: 15000 sterline di riscatto per la testa all’interno della Coppa Rimet. E’ incredibile. L’inghilterra sprofonda di nuovo all’epoca dell’investigatore Sherlock Holmes. Sembra di assistere ad un appassionante libro giallo.

Joe Mears, presidente della FA, è disposto a tutto pur di riavere la Coppa nella teca della sede. Di conseguenza accetta la proposta, ma avvisa la polizia, che interviene in borghese, sul luogo dello scambio: Battersea Park. Al momento dell’incontro, Bletchey si accorge di strani movimenti dietro di lui, rendendosi conto di essere braccato da centinaia di poliziotti nascosti tra la folla.

A quel punto, scappa tentando la fuga, ma qualche metro più avanti viene catturato, arrestato e portato immediatamente alla vicina prigione di Brixton.

Ora però bisogna ritrovare la Coppa.

Tutto il popolo inglese contribuisce alle ricerche, ma qualche giorno più tardi, esattamente il 27 marzo, un cagnolino di nome Pickles (cetriolino) avrà il suo momento di gloria. Pickles mentre era a passeggio con il suo padrone, David Corbett, ritrova la coppa avvolta in carta di giornale, che sbucava fuori dal terreno in cui era nascosto.

La Coppa fu ritrovata e l’Inghilterra tirò un sospiro di sollievo, merito di Pickles, l’eroe a quattro zampe, che permise lo svolgimento della manifestazione e successivamente della prima vittoria inglese ai mondiali di Calcio.

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