3 Aprile 1938 – La partita della morte…

Nella postilla finale del libro “La partita dell’addio” di Nello Governato, l’autore si chiede come sia possibile che il calcio mondiale abbia potuto dimenticare una figura così importante come Matthias Sindelar.

Lunedì 11 dicembre 2000 venne assegnato a Edson Arantes do Nascimento detto Pelè e a Diego Armando Maradona, il premio di Calciatore del Secolo…..Di Matthias Sindelar nessuno parlò, nessuno si ricordò. Non sappiamo se il tempo, come spesso succede potrà rimediare. Però sappiamo che una candidatura a Sindelar, avrebbe portato a considerare altri valori oltre a quelli meritati sul campo. Valori da sempre e per sempre, decisivi per gli uomini.” (Nello Governato)

Già proprio così, Nello Governato, descrive probabilmente come nessuno mai, la figura di Sindelar, definito all’epoca il “Mozart del Calcio”. Ma chi era Matthias Sindelar?

Solo la nostra macchina del tempo può aiutarci a scoprire meglio questo artista del pallone. Partiamo.

Ci troviamo nell’antica Cecoslovacchia (in quel periodo definito impero Austro-Ungarico)  e più precisamente a Jihlava, nel cuore della Moravia, quando il 10 febbraio del 1903 nasce da una famiglia di umili lavoratori, il piccolo Matthias Sindelar.

Ben presto il padre, che di professione faceva il muratore, decide di trasferirsi con la moglie e i suoi 4 figli  a Vienna, capitale dell’Impero Austriaco, in cerca di fortuna.  Si stabiliscono nel quartiere popolare di Favoriten, dove Matthias fin da subito, sviluppa il suo incredibile talento con il pallone, spesso realizzato con vecchi stracci e tenuto insieme con lacci di corda.

La sua bravura è immediatamente notata dagli osservatori della squadra del quartiere, l’Hertha Wien, che lo fanno crescere, ammirati dalle continue prodezze che riusciva a realizzare su tutti i campi di gioco.

All’età di 21 anni, Matthias viene acquistato dalla squadra dell’FK Amateure, che dieci anni dopo diventerà l’Austria Vienna. La squadra sarà fondamentale per la sua incredibile carriera. Ma torniamo all’aspetto del tecnico di Sindelar, definito da tutti Carta Velina, per il suo esile fisico che le permetteva di muoversi in mezzo al campo con una leggiadria mai vista in quel periodo. Giocava sempre con una fascia sul ginocchio destro, a ricordo di un intervento al menisco a cui dovette sottoporsi per continuare a calcare i terreni di gioco.

E’ un vero virtuoso del pallone, il suo gioco era fatto di scatti brucianti e finte che destabilizzavano l’equilibrio dei suoi avversari. Da tempo, viene soprannominato da tutti gli austriaci il Mozart del Calcio. Mai definizione su un giocatore è stata più appropriata.

Nel 1926 gioca la sua prima partita con la nazionale austriaca, condotta dal genio di Hugo Meisl, che insieme a Sindelar composero come in una vera opera sinfonica, la squadra delle meraviglie, definita Wunderteam, ammirata in tutta Europa, tanto che il 7 Dicembre 1932 l’Inghilterra sfidò l’Austria a Stamford Bridge, in quella che tutti definirono la prima “Partita del Secolo”. La sfida inizia male per lo squadrone di Meisl, ma proprio quando gli inglesi sembrano avere in mano la partita, si sveglia il genio artistico di Sindelar. Il suo gol è memorabile, e sarà considerato ancora oggi come uno dei più bei gol mai realizzati su un campo da Calcio. L’Austria perde per 4-3, ma esce trionfante tra gli applausi del pubblico di casa, ammirato dal nuovo artista del Football mondiale.

Nel frattempo la Germania del nuovo Fuhrer Adolf Hitler, invade l’Austria proclamando l’Anschluss. L’Austria diventa di fatto una provincia tedesca. I nazisti arrivano al punto di proibire ai giocatori e dirigenti di origine ebrea di far parte delle squadre, costringendoli ad andarsene dal nuovo suolo tedesco. Nel 1938, a ridosso dei mondiali che si disputeranno in Francia, il Fuhrer decide di unire le nazionali tedesche e austriache, soto la guida di Sepp Herberger.

Sindelar che era del tutto contrariato alla nuova situazione sembrò abbassarsi al potere nazista, fino a quel 3 Aprile 1938, quando disputa di fatto l’ultima partita con la maglia della Wunderteam. Per l’occasione l’Austria scende in campo contro la Germania, al Prater di Vienna, con una splendida casacca rossa e bianca che rendeva omaggio alla bandiera nazionale. Prima della partita girava voce che i nazisti, avessero impedito a Sindelar di segnare.

Quando comincia la sfida, i dubbi sembravano avverarsi davanti agli occhi increduli di una folla che vedeva il suo campione giocare con un atteggiamento di distacco. Si presentava davanti alla porta avversaria e sbagliò deliberatamente il tiro. Il pubblico sembra capire che l’imposizione del potere aveva colpito anche il loro eroe.

Quando i giocatori rientrarono in campo per il secondo tempo, si poteva notare da subito che Matthias non aveva più voglia di recitare in quella orribile commedia. Apre subito le marcature realizzando un gol meraviglioso, con un pallonetto furbo sìche superava lento lento, il portiere tedesco incredulo. La partita finisce con il risultato di 2-0 per il Wunderteam.

A quel punto Sindelar, che oramai aveva contro tutto il movimento nazista, decide di non far parte di quella nazionale che non riusciva proprio a sentire sua, fingendo un’infortunio.

Il 23 gennaio 1939, Matthias Sindelar fu trovato morto nel suo letto accanto alla moglie Camilla, di origine italiana. Le cause sono ancora infondate anche se la Gestapo aveva fatto chiudere l’indagine e sparire in fretta il suo dossier.

Insomma possiamo dire che Sindelar fu l’uomo che non si piegò mai al potere di Hitler.

sindelar

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