3 Dicembre 1906 – Comincia la favola del “Toro”

Come in un sogno fantastico, oggi il viaggio di Calcio Retrò sarà accompagnato da una figura fondamentale del club Torinese, un uomo che ha vissuto l’epoca della sua fondazione e la nascita di un mito chiamato, Grande Torino. Quest’uomo si chiama Oreste Bolmida. Il mio sogno si apre proprio con lui, gentiluomo d’altri tempi, il “trombettiere del Filadelfia”, di professione capostazione a Porta Nuova, il Sig.Bolmida portava sempre con sè, la tromba del principale scalo ferroviario torinese durante le partite del «Grande Torino» per incitare gli undici giocatori di quello squadrone invincibile. Ma andiamo per gradi, e iniziamo dall’origine, andando a scoprire aneddoti e dettagli che solo lui poteva raccontarci. Non potrei mai spiegare la storia del Torino senza i racconti del Sig.Oreste, e il suono di quella magica tromba.

Partiamo.

“Siamo alla fine dell’Ottocento, quando in Italia sbarca dal Regno Unito una disciplina che sarà capace di conquistare il mondo: il Football. Torino e Genova furono le città dove si potevano ammirare le prime pedate, anche se si trattava solo di partitelle tra marinai Inglesi o semplici militari, che sfidavano gli abitanti del posto, nelle piazze o addirittura sulle banchine del porto. In Italia non esistono documenti di vere e proprie società prima della creazione del Genoa nel 1893, ma possiamo di certo affermare che uno dei club più importanti di fine ottocento, fu la compagine dell’Internazionale di Torino, fondata dal rag. Edoardo Bosio.

Bosio nacque a Torino nel 1864 e lavorò per l’azienda tessile Thomas Adams di Nottingham, come rappresentante dei prodotti nel territorio italiano. Nel periodo in cui lavorava assiduamente nel Regno Unito, iniziò ad apprezzare lo sport che stava diventando molto popolare, decidendo di importarlo nella sua città natale. Un giorno, di ritorno dai suoi numerosi viaggi a Nottingham, portò con sé un pallone e insegnò il gioco del calcio ai dipendenti dell’azienda per la quale lavorava e con i quali costituì una squadra a cui diede il nome di Football and Cricket Club Torino. All’epoca i ragazzi di Bosio, si sfidavano sui prati del Parco del Valentino successivamente nei più ampi spazi della Piazza d’Armi. E fu proprio lì, che alcuni nobili torinesi iniziarono ad interessarsi a quelle partite e tra questi, il Duca degli Abruzzi e il Marchese Ferrero di Ventimiglia. Tanto fu l’entusiasmo dei due, che formarono una squadra dal nome Nobili Torino, che fu subito una delle sfidanti della compagine di Bosio. L’amicizia tra i due e il Rag.Bosio fu tale da permettere la fusione dei loro club, dando vita all’Internazionale di Torino che vedeva tra le proprie fila una vera e propria rappresentativa dei migliori giocatori della capitale piemontese, vestiti da una speciale casacca palata giallo nera. Nel frattempo il Sig. Oreste mi chiede se volevo fare una piccola pausa, con una buona tazza di tè inglese. Era un vero galantuomo. Mentre versa nelle tazze l’infuso dal color rovere che sprigiona un profumo di bergamotto in tutta la stanza, mi spiega che da quel momento a Torino, ovvero dal periodo della fondazione dell’Internazionale nel 1891, si formarono altre squadre che sfidarono in epiche battaglie il club di Bosio. Tra queste ce ne era senz’altro una che spiccava su tutte: il Football Club Torinese. Il destino volle che fu proprio questo club il diretto discendente, quando qualche anno più tardi, l’Internazionale versò in pessime condizioni economiche. Si trovò quindi un accordo tra i componenti del “Torinese” e dell’Internazionale, tramite due dirigenti che da qualche tempo erano fuoriusciti dalla società antagonista della città, nata nel 1897: la Juventus. Furono il Dott. Giovanni Secondi e l’ex presidente juventino Alfred Dick, facoltoso imprenditore di origine svizzera, in cerca di nuovi stimoli sportivi. Secondo gli accordi il club giallo nero si sarebbe sciolto per dar vita ad un nuovo grande club.

La sera del 3 dicembre 1906, la Torinese abbandonò la vistosa casacca giallo nera per far posto ad una maglia che ben presto si apprestava a diventare mito. Nacque in quella gelida serata, nella birreria Voigt (oggi Bar Norman) in via Pietro Micca, dove alcuni sportivi tra cui dissidenti dell’antagonista bianconera, sancirono la nuova alleanza nel Football Club Torino.images

La maglia scelta fu la mitica “Granata”, su cui si narrano varie versioni. Spesso riportata è quella secondo la quale lo svizzero Alfredo Dick sarebbe stato tifoso del Servette, squadra di Ginevra dai colori granata. Pare però più attendibile la versione che vorrebbe il granata scelto in onore del Duca presidente onorario, colore della Brigata Savoia, che esattamente duecento anni prima, dopo la vittoriosa liberazione di Torino dall’assedio francese, aveva adottato un fazzoletto color del sangue in onore del messaggero caduto per portare la notizia della vittoria. Tuttavia non è da ritenersi del tutto infondata la leggenda che collega la particolare tonalità di rosso delle magliette quale risultato dei ripetuti lavaggi delle tenute di gioco rosse con i calzettoni e i calzoncini neri. In seguito, essendo ritenuta di buon auspicio questa tonalità di rosso, sarebbe stata adottata quale tenuta del club.torinofc1906

Il primo incontro ufficiale viene giocato già il 16 dicembre 1906, a Vercelli contro la Pro, terminato 3-1 per i granata, di nome ma non di fatto, poiché non disponendo ancora delle nuove casacche vestivano quelle giallo nere ereditate dal FC Torinese.

stampa.sportiva.1908

Il Torino giocò molte stagioni altalenanti, tra vittorie e delusioni, fino ad arrivare al 1939, quando diventò presidente l’imprenditore torinese Ferruccio Novo, ex giocatore del settore giovanile granata che si rivelò da subito un’ottimo dirigente sportivo, pieno intuizioni strabilianti. Una di queste fu senz’altro quando nell’estate del 1942, si aggiudicò per un milione, i talenti del Venezia, Ezio Loik e Valentino Mazzola.

Iniziò da quel momento l’epopea di una grande squadra, dal collettivo insuperabile, capace di stritolare record e inanellare successi con facilità imbarazzante.

Era nato il Grande Torino e nella nebbia di Superga diventò Mito.”

Immagine1

Annunci

Un pensiero su “3 Dicembre 1906 – Comincia la favola del “Toro”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...