16 Dicembre 1913 – Nascono i “Crociati”

Mi trovo nell’abitacolo della mia Delorean, pronto ad un altro incredibile viaggio. Questa volta il tragitto è accompagnato dalle note imponenti dell’Aida, che poi si riveleranno fondamentali per il nostro racconto.

16 Dicembre 1913. Questa è la data segnata sul mio computer di bordo. Destinazione: Parma.

Come al solito il viaggio è velocissimo e al mio arrivo vengo assalito da un gruppo di ragazzini urlanti, stupiti da ciò che stavano vivendo.

“Extraterrestri! Guardate…..gli Alieni!!!”

“Andiamo a vedere ragazzi” urlò il capo branco.

In quel preciso istante il portellone laterale della mia Delorean si apre con uno sbuffo, facendo fuoriuscire il vapore acqueo formatosi dal combustibile utilizzato per il viaggio.

“Fermi!!!”

“Guardate sta scendendo l’Alieno”

Appena misi il piede per terra, notai i ragazzini che mi fissavano con la bocca spalancata, immobili come sassi.

Come se niente fosse, gli chiesi: “Ragazzi da che parte devo andare per raggiungere il centro della città?”

Senza dire una parola, i ragazzi indicarono all’unisono la parte destra, con il braccio alzato e il dito puntato verso la direzione da seguire.

“Grazie ragazzi, questo è per voi” gli dissi lanciandogli un fantastico pallone in cuoio che avevo acquistato in uno dei miei viaggi nel Regno Unito.

Appena videro il pallone, si dimenticarono subito dell’Alieno e iniziarono a fare la conta per decidere le squadre. Che la partita abbia inizio. Lo stadio sarebbe stata la piazza Santa Croce nei pressi del Parco Ducale.

Mi avviai a piedi verso il centro della città, che viveva una giornata di festa in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita del grande compositore parmense: Giuseppe Verdi. Le note delle sue opere riecheggiavano in ogni luogo, dalle finestre delle case alle salsamenterie che ospitavano gli amanti del musicista e del prosciutto crudo, che in queste zone veniva prodotto in maniera divina.

Proprio all’interno di uno dei palazzi più importanti della città si stava verificando un fatto molto importante per Parma. Era appena nato un Club di calcio fondato con il nome Giuseppe Verdi Football Club. Ora anche la splendida città Ducale emiliana aveva la sua squadra, che avrebbe combattuto con le migliori formazioni del panorama calcistico italiano.

I Loggionisti decisero di adottare una splendida maglia a scacchi giallo blu, proprio come lo stemma municipale cittadino. La casacca ricordava molto le divise indossate dai cavalieri del Palio di Siena, che già in quegli anni era molto popolare. MAGLIA-VERDI-FOOTBALL-CLUB-FOTO-DA-SETTORE-CROCIATO

In quel momento, all’interno della Salsamenteria dove Verdi era cliente fisso, conobbi l’Avvocato Ennio Tardini, fautore della creazione del Giuseppe Verdi Football Club, spinto da una passione smisurata per lo sport arrivato dalla terra di Albione.

Mi confessò che il club era nato con quel nome per rendere omaggio al Maestro, proprio nell’anno del centenario della sua nascita., ma che di lì a poco si sarebbe trasformato con il nome della città. Inoltre il suo sogno era quello di costruire uno splendido Stadio che rendesse onore alle meraviglie che rendevano la città emiliana, unica nel suo genere.

Mi salutò con una stretta di mano decisa, anche se nei suoi occhi vidi molta malinconia.

A quel punto tirai fuori il mio libro sulle storie dei club italiani, per vedere come sarebbe andata avanti la storia del club, e del suo presidente.

Solo in quel momento, leggendo le pagine dedicate alla sezione Parma Calcio, mi resi conto della malinconia che notai negli occhi dell’Avvocato Tardini, quando mi salutò.

Il libro scriveva così: “Dopo vari campionati disputati nelle categorie regionali e dopo che, nel 1922, l’avvocato Ennio Tardini dà avvio alla costruzione dello stadio (poi a lui intitolato, dopo la sua precoce morte)……. Lo stadio Ennio Tardini è il più grande impianto sportivo di Parma. Il Parma Calcio si trasferì lì nel 1923, dopo aver disputato le prime partite nella cosiddetta “Piazza d’armi”, ricavata dai lavori per il “Lungoparma a Sud”. Nacque come “Stadio Comunale” ma venne intitolato postumo al costruttore ed ex Presidente del Parma FootBall Club Ennio Tardini, che non vide mai terminata la propria opera.

Quelli erano i momenti in cui rimpiangevo la mia macchina del tempo, aggeggio infernale che non mi permetteva di avvisare nessuno del loro futuro, per non andare a stravolgere gli eventi naturali della storia.

Dopo qualche minuto di tristezza, ripresi a leggere le pagine del mio libro, per avere informazioni sulle evoluzioni delle divise.

I primi colori ufficiali della squadra nata con il nome di Verdi FootBall Club nel 1913 erano quelli della città (il giallo e il blu) disposti sulla divisa, a scacchi. Dopo la “Grande guerra” si torna a giocare a calcio in città. I giocatori e dirigenti del Parma Foot Ball Club, Ugo Betti e Torquato Rossini, idearono una nuova divisa, unica e austera: la maglia bianca con croce nera sul petto. Le prime maglie da trasferta furono invece blu con croce gialla (a richiamare i colori cittadini). La maglia crociata (a volte gialla con croce blu) sarà quella che accompagnerà la storia del Parma fino al 1951, quando si decise di sostituirla dapprima con una divisa a strisce verticali gialloblù e poi con una divisa blu con inserti gialli (maniche o colletto). La “snaturazione” terminò nel ’58 con il rispristino della maglia bianca e croce nera, indossata mestamente anche sui polverosi campi della Serie D, prima del fallimento e la radiazione dalla FIGC del 1969”.

La Parmense del 1968 (che ne riceverà il testimone) adottava una maglia, a volte, a strisce verticali gialloblù, oppure blu con una “V” gialla sul petto. Spesso però era bianca con una banda gialloblù orizzontale. Fu un cambiamento radicale da quelli che erano i colori sociali delle società genitrici della Parmense: la Salvarani (rossonero, come il logo dell’azienda) o prima ancora il Golese (rossoblu, dai colori sociali del Circolo omonimo). Ancor più significativa per la Parmense fu l’acquisizione dal Parma ormai fallito (a suon di quattrini) del diritto di indossare la storica maglia crociata. Il nuovo Parma A.C. dal 1º gennaio del 1970 sostituì anche nei colori e nei simboli il vecchio Parma. La maglia crociata resistette fino al 1983, quando il marketing e la pubblicità, cominciarono a imporre le proprie leggi: lo sponsor di allora gradiva poco l’abbinamento con la croce. E così ci fu il cambiamento radicale. La maglia divenne bianca (con maniche gialloblù) e calzoncini e calzettoni gialli. Rimase quella per una decina d’anni. Fu la divisa della prima storica promozione in Serie A del 1990. Poco cambiò sulle divise del Grande Parma anni ’90, fino al 1998, quando si adottarono le maglie a bande orizzontali gialloblù, in diverse versioni. Nel 2004 (dopo una fugace apparizione nel 2000 in un Parma-Lecce 4-1) la maglia crociata torna definitivamente sulle spalle del Parma, anche se in svariate tinte (dalla incomprensibile rossa con croce bianca, alla suggestiva nera con croce oro). Il 2012 vede il ritorno, sulla terza uniforme, delle bande orizzontali gialloblu.

 

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